Psicologa Sessuologa Clinica ad Alba (CN)

Il buon sesso va protetto

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In questo articolo verrà presentata una rassegna dei principali metodi contraccettivi, distinti in:

  • Metodi naturali
  • Metodi di barriera o non ormonali
  • Metodi ormonali

Da premettere che i metodi di barriera sono gli unici che possono proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili, oltre che tutelare da gravidanze indesiderate. Inoltre, quando parliamo di protezione delle malattie sessualmente trasmissibili, è importante tenere presente che tale trasmissione non si verifica esclusivamente con il rapporto penetrativo ma anche con il rapporto orale.

METODI NATURALI

COITO INTERROTTO:

Il coito interrotto consiste nell’interrompere l’atto penetrativo prima del raggiungimento dell’orgasmo maschile, in modo da eiaculare all’esterno della vagina. Nonostante sia un metodo piuttosto diffuso, bisogna tenere presente che esso risulta fondamentalmente inefficace. Innanzitutto non è così facile, soprattutto se si è inesperti, saper individuare il momento giusto per estrarre il pene; in secondo luogo, nel liquido pre-eiaculatorio possono essere già presenti degli spermatozoi, cosa che vanifica l’intento di evitare il concepimento.
Inoltre, il coito interrotto non può in alcun modo proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili e, se praticato costantemente, può anche innescare conseguenze sia dal punto di vista psicologico che fisico:

  • per le donne: la paura che il compagno non riesca a controllarsi può portare all’impossibilità di rilassarsi con una conseguente difficoltà a raggiungere l’orgasmo. La tensione che ne deriva esita in contrazioni della muscolatura pelvica che possono anche provocare dolori al basso ventre;
  • per gli uomini: la responsabilità di evitare una gravidanza comporta stress, con conseguente ansia da prestazione e disfunzioni quali l’eiaculazione precoce o ritardata. Si possono inoltre creare problematiche a livello prostatico (infiammazioni, prostatiti e così congestione delle pelvi)

METODO OGINO-KNAUS

Il metodo Ogino-Knaus prevede l’astensione dai rapporti sessuali 3 giorni prima e un giorno dopo l’ovulazione, approssimativamente fra il decimo e il diciottesimo giorno dall’inizio dell’ultima mestruazione. Tale metodo presuppone che la donna abbia cicli mestruali molto regolari e una profonda consapevolezza delle sensazioni e manifestazioni associate alla proprio ovulazione. Inoltre è da tenere in considerazione che il ciclo può essere sempre alterato da malattie, farmaci, stress psico-fisici e altri fenomeni fisiologici.

METODO BILLINGS O DEL MUCO CERVICALE

Il metodo Billings o del muco cervicale si basa sull’analisi della consistenza del muco cervicale che si modifica nel periodo ovulatorio: in particolare esso diventa più trasparente e filante. I rapporti sessuali vanno evitati quando il muco assume queste caratteristiche e durante i 4 giorni successivi. Però anche in questo caso ci possono essere fenomeni che vanno ad alterare le caratteristiche suddette determinando delle incertezze sull’effettivo verificarsi dell’ovulazione in quei determinati giorni.

METODO TEMPERATURA BASALE

In condizioni normali, la temperatura corporea nella prima metà del ciclo mestruale ruota intorno ai 36,5-36,7 gradi, per poi abbassarsi nel periodo periovulatorio: questo è il “minimo termico”. Segue un incremento della temperatura di 0,2-0,3 gradi, che porta in 24 ore a valori compresi tra 36,9 e 37,2 che si mantengono stabili sino alla mestruazione successiva. Lo scatto termico è indice di avvenuta ovulazione. La temperatura va misurata ogni mattina, prima di alzarsi e sempre nello stessa modalità. Anche in questo caso però l’andamento della curva può essere influenzato da diverse variabili.

METODO PERSONA

È un sistema computerizzato che calcola automaticamente il periodo fertile tenendo conto della durata dei cicli mestruali e dei livelli di alcuni ormoni che vengono dosati su uno stick che deve essere intinto in un campione di urine del mattino. Anche in questo caso ci possono essere variabili esterne (stato psico-fisico, assunzione di farmaci…) che possono alterare il risultato.

METODI NON ORMONALI O DI BARRIERA

PRESERVATIVO MASCHILE

Il preservativo maschile assolve alla duplice funzione di evitare gravidanze indesiderate e di proteggere dalle MST. In tal senso va utilizzato non solo per il rapporto vaginale, ma anche per quello anale e oro-genitale (sesso orale). È costituito da una guaina in lattice in materiale anallergico, che dev’essere inserito quando il pene è in erezione in modo tale da ricoprire completamente l’organo e raccogliere lo sperma. Ne esistono di diverse dimensioni: è necessario individuare quella che permette una adesione ottimale del preservativo. Va tolto e gettato dopo il rapporto sessuale.

DENTAL DAM

Il nome può trarre in inganno poiché in origine veniva utilizzato solo dagli odontoiatri per isolare parti della bocca durante le operazioni chirurgiche ma il Dental Dam, col tempo, è diventato anche un anticoncezionale, riadattato per proteggere da tutte le MST durante i rapporti orali.
Il Dental Dam è un lenzuolino disponibile in lattice: per utilizzarlo per prima cosa bisogna controllarlo attentamente poiché il lattice non deve essere lesionato in alcun punto, deve essere usato sempre dallo stesso lato e mai per altre parti intime (come per esempio dalla vagina all’ano).
Il Dental Dam va mantenuto con le mani, anche se più recentemente è stato dotato di uno strappo adesivo che permette di attaccare il lenzuolino direttamente sulla pelle.
Per facilitarne l’uso si può applicare sulla vagina o sull’ano un lubrificante/gel. Questo prodotto è utile solo per i rapporti orali e non può sostituire il normale preservativo.

PRESERVATIVO FEMMINILE

Il preservativo femminile (FC–female condom) ha la duplice funzione di proteggere dalle gravidanze indesiderate e dalle malattie sessualmente trasmissibili. È una morbida e resistente guaina trasparente, con un anello flessibile su entrambe le estremità che si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale: l’anello più interno scivola dietro l’osso pubico e l’anello esterno ricopre la zona intorno all’apertura della vagina. Esso forma una barriera tra il pene e la vagina, la cervice e i genitali esterni.
Rispetto al preservativo maschile ha il vantaggio di poter essere inserito prima del rapporto (evitando “interruzioni” nel mentre), inoltre non dipende dall’erezione maschile e non richiede l’immediato ritiro del pene dopo l’eiaculazione.
Utilizzato correttamente e coerentemente, il preservativo femminile è efficace quanto gli altri metodi contraccettivi e non presenta effetti collaterali conosciuti o rischi.

Per rimuovere il preservativo, l’anello esterno dovrà essere mantenuto stretto e girato su se stesso per evitare la fuoriuscita dello sperma. Non va usato contemporaneamente al condom perché ci può essere il rischio di rottura. Può essere usato anche per rapporti anali togliendo l’anello interno. È consigliabile fare delle prove per prendere confidenza e imparare bene come indossarlo e come posizionarlo, prima di utilizzarlo effettivamente per il rapporto sessuale.

SPIRALE (IUD-INTRAUTERINE DEVICE)

La spirale è una struttura di plastica di varia forma avvolta da un filo di rame od oro, che rende l’endometrio inadatto all’annidamento dell’embrione. Inoltre gli ioni rilasciati dal dispositivo, riducono la vitalità e mobilità degli spermatozoi presenti in vagina. Questo metodo si adatta particolarmente bene a donne che non hanno mestruazioni particolarmente dolorose/abbondanti. Esiste anche una spirale che rilascia localmente minime dosi di ormone ad azione progestinica. In questo caso è più adatta a donne con flusso più abbondante. L’inserimento viene effettuato nei primi giorni successivi alla mestruazione per avere la sicurezza di non interferire con una gravidanza avviata. Può rimanere in sede da 2 a 5 anni a seconda del tipo, sono consigliabili controlli periodici.

DIAFRAMMA

Il diaframma consiste in una semisfera di gomma da inserire tra l’osso del pube e la parte posteriore del collo dell’utero. Va usato con una crema spermicida. Dev’essere inserito in vagina prima del rapporto e va rimosso 6/8 ore dopo il rapporto stesso. Tuttavia, il recente ritiro dal commercio in Italia di tutti gli spermicidi, lo rende meno sicuro e sempre meno utilizzato.

CONTRACCETTIVI ORMONALI

PILLOLA

Il più diffuso contraccettivo ormonale è rappresentato dalla pillola anticoncezionale: permette di evitare gravidanze indesiderate ma non può proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili. Contiene due ormoni (estrogeno e progestinico) proporzionati in modo differente.

Agisce principalmente bloccando l’ovulazione. Va assunta continuativamente per un periodo di 21-28 giorni a seconda del preparato. La maggior parte delle formulazioni in commercio prevede un intervallo di tempo in cui la pillola non viene assunta, periodo durante il quale compare il flusso mestruale. La sua efficacia dipende dalla regolarità con la quale viene assunta.

ANELLO VAGINALE

Si tratta di un anello flessibile e trasparente, in materiale biocompatibile e anallergico, che rilascia ogni giorno una dose bassissima di ormoni. Viene inserito in vagina una volta al mese, nei primi 5 giorni del ciclo mestruale e poi si lascia in sede per tre settimane; successivamente si sta senza per una settimana (periodo in cui si ha il flusso mestruale). Si adatta naturalmente alla vagina di tutte le donne per cui non c’è il rischio di “perderlo”, neanche facendo sport. Non interferisce con i rapporti sessuali. È un contraccettivo che ha una dose di estrogeno più bassa rispetto a quella di tutti gli altri contraccettivi ormonali. Anche in questo caso si tratta di un dispositivo che consente di evitare gravidanze indesiderate ma non può proteggere da MST.

CEROTTO pearl.0,5-0,8

Il cerotto viene applicato una volta alla settimana per tre settimane, per poi rimanere una settimana senza. Permette l’assorbimento degli estrogeni e progestinici attraverso la pelle. Anche in questo caso si tratta di un metodo che consente di evitare gravidanze indesiderate ma non può proteggere da MST.

MINIPILLOLA

È una pillola che contiene solo progestinico e non estrogeni e che si assume in modo continuativo senza periodi di intervallo. Può essere utilizzata anche durante l’allattamento. Può causare perdite di sangue intermestruali e per essere efficace deve essere assunta sempre alla stessa ora del giorno. Anche in questo caso si tratta di un metodo che consente di evitare gravidanze indesiderate ma non può proteggere da MST.

MAP: INIEZIONI TRIMESTRALI DI MEDROSSIPROGESTERONE ACETATO

Si tratta di effettuare una singola iniezione di questo farmaco ad azione progestinica ogni tre mesi: esso garantisce un’elevata sicurezza contraccettiva. Però non controlla bene il ciclo mestruale per cui, in una rilevante percentuale di casi, causa perdite irregolari e imprevedibili di piccole quantità di sangue. Se viene utilizzata per più di un anno, può aumentare il rischio di osteoporosi.

IMPIANTO SUBDERMICO

L’impianto subdermico consiste in un bastoncino di piccole dimensioni da impiantare sotto la cute e che contiene progestinici. Ha una durata di tre anni e garantisce una buona efficacia nell’evitare gravidanze indesiderate (non può però in alcun modo proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili).

CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA

La contraccezione di emergenza è l’ultima possibilità per ridurre il rischio di una gravidanza indesiderata: è così definita poiché non rappresenta un metodo barriera e non dev’essere utilizzata come metodo per prevenire gravidanze, ma solo in casi eccezionali.
Quando è necessaria la contraccezione d’emergenza?

  • dopo un rapporto sessuale non protetto, in cui non sia stato impiegato alcun metodo contraccettivo;
  • dopo un rapporto in cui il metodo anticoncezionale utilizzato sia fallito;
  • dopo un rapporto ottenuto senza consenso.

Con questa contraccezione si tenta di ritardare o bloccare l’eventuale ovulazione, se non ancora avvenuta, rendendo così il rapporto non fertile (non ha effetti abortivi). In Italia sono stati approvati due diversi farmaci utilizzati come contraccezione d'emergenza:

  • la pillola del giorno dopo: la compressa va presa il prima possibile (al massimo entro le 72 ore dal rapporto) e la seconda dopo 12 ore dalla prima
  • la pillola dei 5 giorni dopo: si può assumere fino a 120 ore dopo il rapporto. Essa consiste in una sola compressa da assumere oralmente, acquistabile in farmacia, senza prescrizione per le maggiorenni, con obbligo di ricetta medica invece per le minorenni.

In entrambi i casi, la pillola dev'essere assunta il prima possibile dopo il rapporto a rischio.


Dott.ssa Valentina Francesca Minniti
Psicologa - Sessuologa Alba e Santo Stefano Belbo

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