Psicologa Sessuologa Clinica ad Alba (CN)

Sessualità di coppia: come i problemi fra partner incidono sul desiderio sessuale

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Perché parliamo di desiderio?

La sessualità di coppia rappresenta un tema estremamente vasto: in questo articolo incentriamo la nostra attenzione sul desiderio sessuale, essendo questo un elemento influenzato da e che va ad influenzare moltissime dinamiche di coppia.

In questa sede parleremo esclusivamente della tipologia di rapporto di coppia inteso come relazione stabile e duratura nel tempo.

Che tipo di problemi possono incontrare le coppie e come impattano sul desiderio?

Per chiarezza espositiva, verranno illustrate una serie di categorie descrittive di varie “tipologie” di relazioni di coppia. Ovviamente, trattandosi di etichette hanno un valoro più che altro teorico dal momento che, nella realtà, le situazioni interpersonali non risultano mai perfettamente nette e definite; tuttavia tali etichette possono fungere da esempio e, il lettore, potrà identificarsi o ricondurre il proprio comportamento ad una o più categorie!

  • COPPIA CONFLITTUALE: il conflitto di per sé è parte integrante di un rapporto di coppia poiché nasce dall’interscambio continuo fra i due partner che sono individui distinti, ciascuno con proprie caratteristiche e stili.
    La cosa importante quindi non è non litigare a prescindere ma saper gestire il conflitto per non rischiare di rendere la relazione completamente conflittuale: se il conflitto fa da padrone non vi è lo spazio sicuro dove una buona sessualità può manifestarsi, ecco che il desidero sessuale viene influenzato negativamente. D’altra parte, però, ci sono casi in cui il sesso funziona nonostante l’alto grado di conflittualità perché, anche se solo in quell’area, i partner riescono a trovare uno spazio di incontro e vicinanza.
  • COPPIA SIMBIOTICA: si tratta di un rapporto in cui la dimensione individuale non esiste: i due partner fanno tutto insieme, hanno gli stessi interessi, le stesse opinioni, gli stessi valori, non si scontrano quasi mai perché è inimmaginabile pensarla in modo differente, non possono nemmeno pensare di poter vivere senza l’altro.
    All’inizio questa simbiosi genere molta relazione sessuale ma col tempo questa indifferenziazione tende ad annulla il bisogno di fondersi nell’altro, andando così a ridurre il desiderio sessuale.
  • COPPIA ACCUDITIVA: si tratta di una coppia in cui il “prendersi cura dell’altro” diventa la matrice principale dell’intero rapporto, cosa che col tempo promuove una sorta di inibizione sessuale. Infatti il prendersi cura e l’essere accudito caratterizzano generalmente la relazione adulto/bambino, relazione nella quale ogni impulso sessuale viene annullato.Nella coppia accuditiva quindi, al sesso si sostituisce la tenerezza, all’erotismo l’affettività.
  • COPPIA PREOCCUPATA e STRESSATA: partendo dal presupposto che la preoccupazione di per sé non è un qualcosa di negativo, perché serve anche semplicemente ad allertarci su possibili pericoli ed a renderci pronti a dare risposte adeguate, se e quando diventa una costante può comportare problematiche a livello individuale e relazionale. Situazioni di tensione/stress innescano meccanismi neuronali e ormonali di risposta al pericolo che bloccano ogni altro impulso, incluso quello sessuale: viene data la priorità ad “affrontare il pericolo”. Ecco che quando si è costantemente in allerta, non è possibile rilassarsi e lasciarsi andare al piacere e alla spontaneità che caratterizza la vita sessuale.
  • COPPIA UMILIANTE: il sentirsi desiderati e apprezzati favorisce il legame di coppia, pertanto se uno o entrambi i partner risultano estremamente critici nei confronti dell’altro sarà difficile creare quel “clima sicuro” che favorisce il lasciarsi andare e il piacere sessuale, determinando così un calo del desiderio. Se l’altro ci umilia è improbabile che ai nostri occhi appaia desiderabile!
  • COPPIA NON PROGETTUALE: una componente che caratterizza una coppia stabile è quella della progettualità, il “creare” insieme. Se fra partner viene a mancare tale progettualità, ci si trova nella posizione antitetica alla coppia simbiotica: la distanza va a ledere il desiderio sessuale che una può avere per l’altra.
  • COPPIA STANCA: i ritmi odierni scanditi da lavoro, gestione della casa, figli, impegni quotidiani, possono comportare un accumulo di stress con conseguente stanchezza psico-fisica, creando condizioni che non favoriscono i desiderio sessuale (stanchezza e desiderio sono inversamente proporzionali). Inoltre c’è il rischio di non trovare più momenti per fare sesso e va a crearsi un circolo vizioso: meno si fa sesso meno si ha voglia di farlo!

Cosa succede quando si tradisce?

Il calo del desiderio può rappresentare un forte input al tradimento, non solo come conseguenza del fatto di provare meno desiderio sessuale per il proprio/la propria partner (cosa che porterebbe a rivolgere il proprio interesse altrove) ma spesso ciò che fa scattare l’intenzione di cercare un rapporto extraconiugale è la voglia di sentirsi nuovamente desiderati. Ecco che in questo senso il tradimento va letto attraverso un’ottica di coppia, per poter capire quali dinamiche si sono innescate e come hanno portato ad un allontanamento fra i partner. Teniamo conto infatti che dietro il desiderio sessuale si celano molteplici desideri: di essere ascoltato, di essere coccolato, di essere al centro dell’attenzione, di essere visto. Quindi spesso ciò che il partner cerca attraverso il tradimento è proprio la possibilità di esperire questo tipo di vissuti e non semplicemente un appagamento del proprio appetito sessuale.

Quando serve l’intervento di un sessuologo e della terapia di coppia?

In terapia di coppia, il sessuologo lavora con i propri pazienti per ridefinire in primis quelli che sono gli spazi individuali di ciascuno e permettere così di ritrovare uno spazio di coppia.

Un lavoro in coppia è particolarmente faticoso: implica la collaborazione di entrambi i partner ed un impegno continuo nel voler smussare tutte quelle modalità che innescano le problematiche. A volte rivolgersi ad un terapeuta può sembrare alquanto frustrante, come se si avesse la prova che la relazione è al capolinea, che forse “se c’è bisogno di un aiuto, è meglio lasciarsi…”.

In realtà, se si inizia un percorso di coppia, sebbene spesso ci si trovi in una fase di crisi acuta, nel momento in cui quel percorso lo si porta avanti, questo è già un segnale che una Coppia esiste e può attingere a delle risorse. Se poi tutto il processo funziona, oltre a superare la crisi, la coppia può uscirne estremamente rafforzata, con maggiore consapevolezza dei bisogni e dei pregi di se stessi e del partner.


Dott.ssa Valentina Francesca Minniti
Psicologa - Sessuologa Alba e Santo Stefano Belbo

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