Psicologa Sessuologa Clinica, Esperta in Tecniche del Rilassamento ad Alba (CN)

Rilassarsi? È una capacità che va appresa!

Alba, Asti e Santo Stefano Belbo

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Rilassarsi? È una capacità che va appresa!

Rilassarsi? È una capacità che va appresa!

Ebbene sì: potersi indurre uno stato di rilassamento non è qualcosa che ci viene in automatico ma per cui dobbiamo esercitarci.

Certo si potrebbe obiettare dicendo “a me basta andare al mare per rilassarmi” oppure “fare una bella passeggiata in montagna” o semplicemente “stravaccarmi sul divano per guardare la mia serie TV preferita”… e di certo è tutto vero! Dedicarci ad attività che ci permettono di staccare la spina favorisce in noi uno stato di benessere che a livello fisiologico si traduce con un incremento di dopamina, neurotrasmettitore che induce un senso di piacere che siamo portati a ricercare il più possibile per stare sempre meglio. 

Tuttavia, in tutti i casi citati e in molti altri ancora, la sensazione di rilassamento e benessere viene raggiunta attraverso uno “stimolo esterno”: un luogo (il mare o la montagna) o un oggetto (la TV e il divano). Invece altra cosa è la possibilità di RILASSARSI senza bisogno di niente e nessuno tranne se stessi.

Perché è questo che accade con le tecniche di rilassamento: quando ne praticate una, la vostra persona, nella sua unità mente-corpo, può raggiungere uno stato di calma e di quiete, sia a livello mentale che fisico, in totale autonomia.  Le tecniche del rilassamento hanno proprio lo scopo di potenziare o riaprire il canale comunicativo fra la Mente e il Corpo: una parte non predomina sull'altra ma esse collaborano per farci essere ciò che siamo.

D'altra parte, spesso, siamo portati a considerare un aspetto a discapito dell'altro: magari siamo completamente concentrati sul nostro stato emotivo e ci dimentichiamo di come sta il nostro corpo, così come potremmo interessarci soltanto alla nostra salute fisica, trascurando le emozioni.  Con la pratica di una tecnica di rilassamento si crea quella condizione di “ascolto” duplice: della propria Mente e del proprio Corpo…pertanto della Persona nella sua interezza. Un esempio pratico di questa unità mente-corpo lo possiamo riscontrare tutti i giorni attraverso le emozioni che proviamo.

Prendiamo in considerazione la PAURA, emozione che tutti, in un modo o nell'altro, sperimentiamo. Quando proviamo paura è perché a livello mentale compiamo una valutazione immediata dell'esperienza circostante che ci pone in una condizione di allarme. Immaginiamo di essere al volante della nostra auto e ad un certo punto di trovarci di fronte un'altra auto che sta per venirci addosso: è una situazione di pericolo!!!

Pertanto il nostro corpo trasforma questa sensazione avvertita a livello mentale in un segnale “tangibile” sul piano corporeo: i muscoli si irrigidiscono, il battito cardiaco aumenta, il respiro diventa più affannoso e la sudorazione si fa più abbondante del solito. Questi segnali rafforzano la valutazione fatta che, in un secondo momento non è più solo immediata ed intuitiva ma ragionata: ci predisponiamo all'azione, che nel caso specifico può consistere nel frenare e suonare il clacson o nello sterzare bruscamente. C'è quindi un interscambio continuo fra corpo e psiche.

Il fatto che il nostro corpo reagisca in un certo modo è estremamente funzionale perché questo garantisce la possibilità di tutelare la nostra sopravvivenza.

Tutto questo è reso possibile dal nostro sistema nervoso che ha il compito di monitorare i segnali dell'ambiente, dare un significato ed organizzare le risposte comportamentali.

Quando il sistema nervoso riconosce un fattore di stress (un pericolo) allerta tutto il nostro organismo (mente e corpo). In particolare entra in gioco quella parte del sistema nervoso chiamata ORTOSIMPATICO, detto anche SIMPATICO (non me ne vogliano gli “addetti ai lavori” per l'estrema semplificazione!) Il Simpatico crea le condizioni affinché noi possiamo AGIRE: potremmo definirlo come il sistema dell'Azione. Teniamo in considerazione che esso è attivo anche quando dobbiamo svolgere azioni di routine (esempio alzarci e camminare) e diventa estremamente attivo quando dobbiamo svolgere qualche compito più complesso che richiede impegno fisico/mentale e concentrazione. Tale attivazione è massima nel caso precedentemente descritto, cioè quando dobbiamo predisporci alla condizione di attacco/fuga dinanzi ad un pericolo reale. 

Tuttavia il sistema simpatico si attiva in questo modo anche quando la minaccia non è alla nostra sopravvivenza in senso stretto ma è comunque avvertita come una minaccia per noi: una preoccupazione sul lavoro, il timore di far arrabbiare il partner, pensieri per l'avvenire del proprio figlio o anche la paura di sbagliare, di giocare male una partita, di rimanerci male per qualcosa. Ecco che il simpatico si attiva: perché se anche la minaccia non è “fisica” è comunque presente nella nostra testa, portandoci a stare all'erta e ad un'attivazione massiva del nostro SIMPATICO. 

Cosa comporta questo?

Che il nostro corpo è in tensione, suda, ha un battito accelerato…anche se poi non fugge o non attacca! Consuma tanta ENERGIA…ma poi resta lì! E se le preoccupazioni sono molteplici e lo stile di vita che conduciamo e/o il nostro modo di fare ci porta ad verne sempre di più…consumiamo un sacco di energia!   In particolare viene prodotta una gran quantità di ormoni dello stress (l'ADRENALINA) che se da una parte è fondamentale per permetterci di fronteggiare le situazioni stressanti, dall'altra se resta presente per tempi prolungati tende ad avere effetti negativi sul nostro organismo, portandoci ad un crollo fisico-mentale. Il nostro organismo è in grado di recuperare energia grazie al nostro sistema PARASIMPATICO. Il Parasimpatico si attiva particolarmente durante il sonno: potremmo definirlo come il sistema del Riposo. Esso produce energia, quella stessa energia indispensabile affinché il Simpatico possa svolgere il proprio lavoro.

Fatta tale premessa ne consegue che entrambi i sistemi risultano essere fondamentali al nostro benessere, sia fisico che psicologico. Il problema è che noi abbiamo talmente tante cose da fare e a cui pensare che il Simpatico tende a lavorare molto di più che il Parasimpatico: ne consegue che l'energia prodotta è minore rispetto a quella utilizzata, cioè noi ci sentiamo stanchi, affaticati, stressati e le nostre capacità si riducono! In quest'ottica le tecniche di Rilassamento possono essere considerate come un modo attraverso cui potenziare il nostro sistema PARASIMPTICO. 

Quali sono le tecniche di rilassamento?

Attualmente vengono impiegate una varietà di tecniche ma le principali consistono nel Training Autogeno di Schultz, il Rilassamento Muscolare Progressivo di Jacobson, le tecniche Mindfulness.  

Quando ha senso utilizzarle?

Sempre! Al di là di situazioni patologiche e di disturbi specifici, le tecniche di rilassamento possono sempre e comunque potenziare un senso di benessere già esistente…un po' seguendo il motto “al meglio non c'è mai fine!”. Esse risultano comunque particolarmente indicate in vari casi tra cui:

  • Gestione dello stress
  • Stati ansiosi che possono determinare patologie quali ipertensione, glicemia elevata e problemi a carico dell'apparato digerente
  • Difficoltà nel ritmo-sonno veglia con presenza di disturbi del sonno
  • Cefalee ed emicranie che non hanno specifica origine organica
  • Dolori a carico dell'apparato muscolo-scheletrico che non hanno specifica causa organica
  • Bruxismo (il “digrignare” i denti)


Quali sono gli effetti del praticare una tecnica di rilassamento?

Durante la fase di rilassamento il nostro organismo è soggetto a molteplici reazioni:

  • regolarizzazione della respirazione
  • riduzione del consumo di ossigeno
  • abbassamento della frequenza cardiaca
  • riduzione della pressione sanguinea con generale vasodilatazione
  • rilassamento della muscolatura scheletrica
  • modificazione dell'attività cerebrale
  • sviluppo di uno stato di calma sempre maggiore. 

Ecco che l'apprendimento di una tecnica di rilassamento consente di avere fra le mani un potente strumento da utilizzare in modo totalmente autonomo (perché sì, dopo averla appresa quella tecnica diventa “vostra”!) per garantirsi uno stato di benessere e per contrastare le difficoltà quotidiane.

Perché non possiamo cancellare lo stress (in fondo non sarebbe una vita troppo piatta senza…?!) ma possiamo avere un modo per gestirlo senza particolari problemi. Ovvio, le tecniche di rilassamento non sono strategie miracolose: richiedono pratica costante e perseveranza…ma poi vi restituiscono calma, quiete, benessere. Insomma, sembra che ne valga proprio la pena!  

Dott.ssa Valentina Francesca Minniti
Psicologa - Sessuologa Alba, Asti e Santo Stefano Belbo

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